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Biblioteca: carta o online?

Tech no tech, Futuro| A cura della Redazione

LA FORMA DI UNA BIBLIOTECA INFLUISCE SUL SUO USO?

Oltre 3 mila metri quadrati: le dimensioni della biblioteca di Birmingham, appena inaugurata, la rendono forse la più spaziosa del mondo. Raccoglie, all’ottobre 2013, più di 2 milioni e 750 mila volumi. Circa 1.400 sono invece i libri che possiamo archiviare in un Kindle, anche se – come nel caso degli scaffali di una biblioteca – dipende ovviamente dalla loro grandezza. La biblioteca davvero infinita, però, è l’aggeggio che chiunque di noi tiene in tasca: lo smartphone che ci permette di accedere a tutte le risorse che siamo autorizzati a sfogliare. Ecco una prima domanda: il modo con il quale usiamo una biblioteca ne condiziona – e in che misura e con quali urgenze – la forma o il cambiamento?

Henrik Berggren – creatore di Readmill, una app per leggere libri col telefono – sembra certo della direzione in cui si muove il futuro: domani leggeremo tutti sullo smartphone o su qualcosa di simile. La convinzione di Berggren ci porta dunque ad una seconda domanda: se la comodità è un elemento così decisivo, quale tipo di biblioteca costituisce il più pratico punto di accesso all’informazione?

Gran parte dei medici, infermieri e farmacisti risponderebbe a questa domanda dicendo “la biblioteca che mi fa risparmiare tempo”. La loro – e la nostra – è una battaglia contro l’orologio: dormiamo in media due ore in meno dei nostri nonni; un terzo dei pasti lo consumiamo senza sederci e gli spostamenti ci costano 17 minuti più di 20 anni fa [ISTAT. Cambiamenti nei tempi di vita e attività del tempo libero 2008-2009. Dicembre 2011].

Soffocati dai dati, sempre più distanti dalle conoscenze, viviamo col miraggio di risparmiare tempo. Persino le biblioteche di acciaio e vetro cercano di andare incontro ai lettori garantendo meno tempi morti: è il caso, per esempio, della James Hunt Library della North Carolina University che ha inaugurato il bookBot, un sistema automatico di consegna dei libri che, oltre a conservare due milioni di volumi in un nono dello spazio tradizionalmente necessario, porta il libro nelle mani del richiedente nel giro di pochissimi minuti lungo la Robot Alley.

Ma sono gli strumenti elettronici che perseguono con maggiore determinazione l’obiettivo di facilitare le ricerche da parte dell’utente anche meno preparato. “It’s on my iPhone” è la consapevolezza rassicurante di un numero sempre maggiore di medici e farmacisti [Wallace S, 2012] che sentono di avere tutto – o quasi – a portata di mano.

Soprattutto strumenti utili at-the-point-of-care come i prodotti della Epocrates, ma non solo: accesso alle cartelle cliniche e alle riviste scientifiche, possibilità di consultare siti quali Medscape, manuali di medicina o sistemi di supporto alle decisioni come UpToDate [Sclafani, 2013].

Cercando su Scholar <medical apps> si ottengono quasi 90 mila risultati. Ventimila per <smartphone medicine>. Molti di questi documenti, però, si chiudono con un interrogativo: quale fiducia possiamo riporre in questi strumenti?

Di quale biblioteca possiamo fidarci Al suo inizio si diceva che Wikipedia fosse un’enciclopedia. Dopo poche stagioni, fu deciso che la sua qualità fosse perlomeno paragonabile a quella della Encyclopedia Britannica. Oggi, considerato l’approfondimento di molte voci e l’espansione parallela in tantissime lingue, si parla di Wikipedia fosse un’enciclopedia. Dopo poche stagioni, fu deciso che la sua qualità fosse perlomeno paragonabile a quella della Encyclopedia Britannica. Oggi, considerato l’approfondimento di molte voci e l’espansione parallela in tantissime lingue, si parla di Wikipedia piuttosto come di una grande biblioteca, costantemente in divenire. Un archivio la cui qualità è costantemente in aumento.

Al 21° Colloquium della Cochrane Collaboration, è stato preannunciato un accordo tra l’organizzazione e Wikipedia per promuovere l’utilizzo delle evidenze derivanti da studi indipendenti da parte degli estensori degli articoli di Wikipedia. L’impatto di questa risorsa, è stato sottolineato, offre opportunità senza precedenti per la diffusione di una consapevolezza sulla salute basata sulle prove. Per dare il via alla partnership, la casa editrice Wiley si è impegnata a fornire cento licenze gratuite della Cochrane Library ai redattori medici attivi su Wikipedia, per consentire loro di utilizzare i risultati degli studi della Cochrane anche modificando i contenuti già pubblicati. È anche prevista la nomina di un redattore della enciclopedia online che si metta a disposizione dei gruppi Cochrane che intendano autonomamente intervenire sulle voci di Wikipedia sostenendo questa risorsa all’interno della comunità Cochrane come strumento chiave per la diffusione delle medicina basata sulle prove.

Questa aspirazione a completezza e serietà non è sempre condivisa. Ma non esistono evidenze a sostegno di una maggiore qualità della letteratura scientifica tradizionale rispetto alle edizioni elettroniche. Piuttosto, la qualità può essere legata alla indipendenza dei contenuti e, considerati i minori costi dell’editoria digitale, potrebbe essere meno difficile per quest’ultima mantenersi autonoma da interessi commerciali rispetto alle pubblicazioni tradizionali. Ai tempi della crisi, gli investimenti nella cultura sono considerati un lusso così che le risposte delle biblioteche – soprattutto di quelle tradizionali – sono generalmente molto condizionate dalle spending review europee o dalla sequestration statunitense: i 225 milioni di euro di spesa per la biblioteca di Birmingham sono una rarità e gli annunci apparsi sulle homepage di siti governativi come PubMed sono un grave e significativo segnale di allarme.

La buona notizia, però, è che intorno alle biblioteche c’è un grande fermento. La Campaign for America’s Libraries è un’iniziativa della American Library Association che ha coinvolto migliaia di enti non soltanto negli Stati Uniti e, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo l’importanza della lettura come base della conoscenza, ha prodotto anche “fatti e cifre” della realtà delle libraries americane, che rappresentano un elemento fondamentale per costruire nuovi progetti [link] . Almeno altrettanto significativo è il progetto della Future Library che nasce – ed è qui la cosa per molti aspetti sorprendente – in Grecia [link]. La promozione della lettura è programmaticamente legata a quelle della creatività e dell’innovazione nonché a tre aree considerate strategiche: la formazione dei bibliotecari di domani, la costruzione di una rete di servizi per i bambini e il potenziamento dei servizi digitali.

Le funzionalità del web partecipativo – dalla condivisione alla segnalazione sui social network, da Facebook a Anobii, da Goodreads a YouTube – definiscono la biblioteca 2.0: quali prospettive è possibile ipotizzare per un cambiamento ulteriore nei prossimi anni?

Last modified: 4 luglio 2017