Se il cancro accorcia le distanze

Distanza, Dr Movies|

Può riunire famiglie prima disgregate, o impattare come un tir (come dice Domenica Lorusso nella sua intervista) sulla stabilità familiare. È la diagnosi di cancro, o di una qualsiasi malattia con prognosi incerta o infausta.

Le reazioni del “sistema” famiglia alla minaccia rappresentata dal cancro possono dipendere da fattori contingenti (fase della malattia, momento della vita) come da caratteristiche preesistenti del nucleo familiare (qualità dei rapporti e dei legami affettivi, tipo di comunicazione).

Ma possiamo essere certi che una diagnosi di malattia importante richiederà cambiamenti altrettanto importanti, modificando prima di tutto il sistema di priorità di ciascun membro del sistema.

Tutto questo ci porta a considerare la famiglia non solo come il contesto entro il quale ci si prende “cura” del malato, ma anche come oggetto bisognoso di cure.

“Gli interventi terapeutici sulla famiglia devono mirare a metterla nelle condizioni di:
• usare le sue risorse e mantenere o riacquistare un senso di controllo e coerenza;
• facilitare la comunicazione aperta;
• incoraggiare l’espressione di sentimenti anche dolorosi;
• comprendere e trattare i bisogni concreti, offrendo un appropriato supporto” *
Ma la radicale trasformazione dei ruoli e dei legami operata dall’imprevisto del cancro all’interno del nucleo familiare nella maggior parte dei casi è una trasformazione “positiva”.

È il punto di vista di “La prima cosa bella” film del 2010 di Paolo Virzì, dove il rapporto conflittuale tra un figlio (Bruno) messo perennemente in imbarazzo da una madre bella e vitale (Anna), trova una sua pacificazione nella rielaborazione e accettazione degli eventi del passato.

*Annunziata MA, Muzzatti B. La qualità di vita dopo il cancro. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2014

Last modified: 7 Luglio 2017