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Telemedicina: l’esperienza di Doctor Plus

Distanza| Intervista a Roberto Norgiolini

Migliorare parametri e qualità di vita dei pazienti cronici, ottimizzare il lavoro dei medici, alleggerire la pressione su ospedali e ambulatori e far risparmiare il Servizio Sanitario: la sanità digitale può aiutare a muoversi in questa direzione?

La mia risposta non può che essere positiva ed è basata su delle evidenze. Nel centro che dirigo, infatti, da quasi un anno, stiamo sperimentando un sistema innovativo di gestione a distanza del paziente con patologia cronica (Doctor Plus), nello specifico con diabete. La sperimentazione ha dato i risultati che ci aspettavamo: sono stati gli stessi pazienti a dichiarare, nelle risposte a un questionario che gli è stato somministrato, un effettivo miglioramento della qualità percepita nel supporto ricevuto dalla centrale operativa e quindi dall’impianto organizzativo di Doctor Plus. In particolare è notevolmente migliorata la capacità del paziente di gestire e organizzare i piani terapeutici nella vita quotidiana ed è migliorata la possibilità di modularli e di adattarli in funzione delle variabili cliniche giornaliere intercorrenti che si possono presentare in un normale percorso di assistenza. In altri termini, è come se il supporto ricevuto dalla centrale operativa (quindi indirettamente o direttamente dal medico curante o dal diabetologo) si sia tradotto in un miglioramento delle loro competenze e conoscenze per gestire il piano terapeutico nella quotidianità e nella gestione di eventi intercorrenti. In pratica questa piattaforma digitalizzata ha complessivamente reso più istruiti e se vogliamo anche più “sicuri” i pazienti nella conduzione del piano terapeutico assistenziale proposto dallo specialista diabetologo in gestione integrata con il medico di medicina generale. Questa piattaforma ha anche fatto percepire ai pazienti un livello di attenzione migliore al monitoraggio dei parametri glicemici, pressori e del peso corporeo e, complessivamente, si sono sentiti meglio seguiti nella loro quotidianità. È come se avessero percepito di avere a disposizione un medico o un infermiere o comunque del personale competente che li supportasse nel loro quotidiano.

Altro risultato importante è il stato il miglioramento nell’aderenza terapeutica. Il tutto si è tradotto infine in un significativo miglioramento del valore dell’emoglobina glicata in circa l’80% dei pazienti. Complessivamente grazie a questa azione di tutorship specifica della piattaforma Doctor Plus i pazienti hanno registrato un netto miglioramento per quanto riguarda la qualità di vita e complessivamente del proprio stato di salute. Parallelamente, credo sia anche importante sottolineare che in questa sperimentazione abbiamo iniziato a coinvolgere i medici di medicina generale: diversi medici di medicina generale hanno attivamente collaborato nel progetto di tecnoassistenza e questo è un forte segnale di integrazione che rafforza il percorso della gestione integrata del diabete anche nei percorsi di assistenza in remoto.

Quali saranno i prossimi passi?

Questa prima fase sperimentale si è conclusa a Dicembre, il progetto continua e si sta valutando una possibile estensione su più vasta scala alla luce delle prime positive indicazioni che la sperimentazione ha prodotto nel territorio di Città di Castello sul parametro clinico, assistenziale, organizzativo e se vogliamo anche economico. L’impatto di natura economica è ancora un po’ difficile da valutare perché abbiamo avviato la sperimentazione su 60 pazienti, numeri ancora bassi per poter trarre delle conclusioni definitive. Ma le grosse potenzialità del sistema le abbiamo viste: consente di supportare il paziente in tutte le attività routinarie (aderenza alla terapia, utilizzo degli apparati, intervalli diagnostici tra una misurazione e l’altra), abbiamo capito che questa centrale operativa migliora tutte quelle attività legate alla gestione dei percorsi diagnostici (ad esempio, il coordinamento con il CUP, la possibilità di indicare la priorità degli esami, e così via) e abbiamo anche capito che questa piattaforma informatizzata consente di evitare dei ricoveri impropri perché la disponibilità immediata del dato ha permesso il trattamento tempestivo e precoce delle crisi iperglicemiche e ipertensive direttamente a domicilio, a tutto vantaggio del sistema.

In base alla Sua diretta esperienza, quali le maggiori criticità per una riorganizzazione efficace e di qualità della rete assistenziale con l’impiego di tecnologie digitali?

Sicuramente ci sono delle barriere culturali: è necessaria più conoscenza, più informazione e più pubblicità. Sono necessari anche momenti formativi ad hoc con i professionisti e i team di assistenza per far capire i benefici e i vantaggi di questi sistemi. Ci sono delle resistenze legate inevitabilmente al cambiamento e ci sono delle criticità in merito alle disponibilità economiche che sono necessarie per far fronte all’implementazione dei progetti di telemedicina. Credo comunque che questa sperimentazione abbia dato le prime indicazioni positive per una estensione del progetto non solo su più vasta scala ma, auspicabilmente, anche su altre aree della cronicità come, ad esempio, le patologie broncopolmonari (BPCO) e cardiovascolari con particolare attenzione allo scompenso cardiaco.

Considerazioni finali: i take home message

La sperimentazione ha dato indicazioni positive per quanto attiene al miglioramento complessivo della qualità dell’assistenza; al miglioramento della qualità percepita da parte degli utenti (più seguiti, più ascoltati, più attenzionati) e al miglioramento nell’aderenza alle terapie. Infine, sono molto importanti i benefici organizzativi e di sistema offerti dalla possibilità di assistenza in remoto e dalla disponibilità in tempo reale del dato. Ciò consente di evitare accessi impropri ai Servizi o al Pronto Soccorso, oltre che una serie di dispersioni organizzative e giri inutili del paziente da un servizio a un altro, essendo, al contrario, possibile un’assistenza a domicilio, di sicuro più appropriata in quelle situazioni che sono stabili e che quindi possono tranquillamente beneficiare di un semplice consulto telefonico, rimandando a un appuntamento ambulatoriale strutturato quando effettivamente necessario.

Roberto Norgiolini, Responsabile Servizio Diabetologia, Città di Castello, USL Umbria 1

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Last modified: 4 luglio 2017