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Turni e orari dei medici: un amaro risveglio

Risvegli| Intervista a Giacomo Milillo

A colloquio con Giacomo Milillo

L’amaro risveglio è quello della Repubblica Italiana: colpevole di non aver mai applicato la normativa europea in materia di turni e orario di lavoro dei medici ospedalieri. È scattata solo il 25 novembre infatti la norma che l’Unione Europea aveva emesso nel 2003 e alla quale si erano adeguati tutti i Paesi europei tranne il nostro.

Quarantotto ore settimanali, turni di massimo 13 ore e pausa obbligatoria fra due turni in corsia. Orari che si scontrano però con una carenza di organico in molte Regioni, impegnate dai piani di rientro in un blocco del turn over delle assunzioni. Le norme entrate in vigore riguardano esclusivamente il personale dipendente: non coinvolgono quindi né i medici di Continuità Assistenziale né i medici di medicina generale, liberi professionisti convenzionati con le ASL.

Abbiamo intervistato Giacomo Milillo per cercare di capire le ragioni di un tale ritardo e per un commento che si estenda alla ventilata reperibilità H24 dello studio del medico medicina generale: cosa può e deve cambiare affinché non ci siano più ben più gravi e amari risvegli?

Last modified: 5 luglio 2017