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Agenda di carta vs agenda digitale

Tech no tech, Confini|

“Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?” Viaggiatore inquieto e instancabile, Bruce Chatwin è stato un personaggio emblematico della cultura europea negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. Intellettuale di grande cultura, la sua opera continua a essere fonte di ispirazione e, quasi, di culto…

Pelle di talpa. Bruce Chatwin chiamava così quei taccuini neri con la copertina di pelle morbida. Li riempiva di appunti durante i suoi viaggi, prima come esperto di antichità e di pittura impressionista per la casa d’aste Sotheby’s e poi come inviato del Sunday Time Magazine. Chi ha letto Utz o In Patagonia sa quanto quelle pagine siano state preziose.

Diari e quaderni con la copertina nera, talvolta col taglio delle pagine colorato di rosso, erano comuni nelle cartolerie europee del secondo dopoguerra. Finivano non di rado anche nelle cartelle dei ragazzini a scuola. Chatwin acquistava a Parigi, in una cartoleria in rue de l’Ancienne-Comédie, i carnét che produceva una piccola azienda familiare a Tours, nel centro della Francia. Fin quando, nel 1986, una lettera del cartolaio parigino lo avvertì: “La vrai moleskin n’èst plus.”

La vita dell’intellettuale inglese si interruppe solo tre anni più tardi, ancora giovane, mentre quei notes divennero ancora più conosciuti dopo che due imprenditori italiani iniziarono a produrli industrialmente e a distribuire con successo in tutto il mondo “i taccuini di Chatwin”. Beh, un claim pubblicitario azzeccato che sorvolava su un dettaglio non banale: la creatività che rendeva uniche quelle pagine bianche, a righe, a quadri o attraversate dagli elementi di un’agenda.

Con intelligenza, le prime serie furono nere in continuità con un modello che pochi riconducevano a Chatwin ma che prometteva comunque un ancoraggio a un modo di vivere non frills, privo di tutto ciò che potesse essere considerato inessenziale. Con lungimiranza, da subito versioni ruled, squared, journal, ma anche blank. Vuote, insomma. E qui sta il punto: una straordinaria trovata di marketing che ha aperto la strada alla possibilità di vendere a prezzo più elevato un quaderno bianco che un libro scritto e stampato.

Aggiunta una “e” alla pelle di talpa di Chatwin, Moleskine è diventata la compagna di gente comune e di artisti. In un’edizione della fiera del libro di Francoforte di qualche anno fa, un’esposizione di diari e agende disegnate da artisti sconosciuti lasciava senza fiato: troppa bellezza, fantasia, capacità di tradurre il quotidiano in qualcosa di indimenticabile. Fortuna che c’è la rete che ci permette ancora di curiosare in quelle pagine, soffermandosi il tempo necessario per goderne appieno. Il sito moleskinerie.com ne mostra tante ma ancora di più una ricerca tra le immagini indicizzate in Google.

Più personale di così è impossibile immaginare un’agenda o un diario? Difficile, ma qualcuno ci prova, arrivando a costruirsi la propria agenda su misura a partire da un libro bianco. Craig Mod è un blogger conosciuto, viaggiatore e arrampicatore: in un post del 26 luglio scorso ha offerto i suoi tips for mapping your life . Ecco che la parola mappa torna a darci un’indicazione: righe verticali e orizzontali, numeri di giorni e settimane si fanno paralleli e meridiani del nostro orientamento. Sulla griglia che noi stessi avremo costruito, segneremo avvenimenti e progetti che avranno per sempre un’impronta inconfondibile.

Ma come la mettiamo con Google Calendar, Cloud Cal, Outlook o Fantastical? La mettiamo che dipende da noi. A leggere i commenti di chi ha scaricato qualche applicazione di questo tipo il dubbio viene, soprattutto a considerare la voce degli utenti sopraffatti da una continua pioggia di notifiche. L’offerta di apps utili a organizzare le nostre giornate è molto ricca e non mancano i prodotti di ottima qualità. Tutto sta a accettare di essere avvertiti dei compleanni di conoscenti che non vediamo da vent’anni o dei funerali ai quali parteciperanno i nostri colleghi di lavoro (pensaci bene prima di sincronizzare la tua agenda con quella di tutti i dipendenti della tua azienda…).

In definitiva, per questa volta Tech | No tech propone un confronto improponibile: agenda tradizionale e digitale sono cose troppo diverse. Scegliere l’una o l’altra dipende solo da ciò che desideriamo.

Se è vero che dentro di noi convivono una componente razionale e una emotiva, la scelta non si pone: tech & no tech.

Last modified: 6 Luglio 2017