La responsabilità professionale del medico: tutele maggiori per medici e cittadini

Protezione| Intervista a Federico Gelli

Articolo 32 della Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. Le riforme storiche che hanno istituito il Servizio Sanitario Nazionale, trasformato le unità sanitarie locali in aziende con personalità giuridica, e attribuito alle Regioni funzioni legislative in materia di assistenza sanitaria sono state realizzate proprio per perseguire il dettato costituzionale del citato articolo 32, contribuendo però anche a cambiare in modo radicale il rapporto professionale tra medico e paziente e il profilo di responsabilità civile e penale del medico.

Medico che ha visto mutare anche il suo orizzonte d’azione che se prima si poteva considerare più autonomo si è via via trovato in un articolato contesto di figure professionali concorrenti alla prestazione di cura e in strutture medico-ospedaliere di crescente complessità.

Nel 2012, la Legge Balduzzi aveva cercato di porre rimedio a un vuoto legislativo che aveva di fatto lasciato alla giurisprudenza l’interpretazione e l’adattamento continuo del diritto alle specificità del caso concreto. Al quadro normativo zoppicante si è poi aggiunta la diffusione, dovuta alla rete, di informazioni mediche alla portata di un pubblico vastissimo che ha contribuito ad alimentare una fiducia illimitata nelle possibilità di cura offerte dalla medicina. Una delle conseguenze più perniciose di questo fenomeno è stato l’aumento della cosiddetta “medicina difensiva”, secondo la quale il timore di incorrere in denunce da parte dei pazienti spingerebbe 4 medici su 5 a prescrivere esami e farmaci inutili. Le conseguenze non sono solo un aumento dei costi per il SSN (si parla di 10 miliardi l’anno) ma anche l’aumento di sovradiagnosi e sovratrattamenti inutili con conseguenze importanti per la salute delle persone (Welch HG, Schwartz LM, Woloshin SH. Sovradiagnosi. Come gli sforzi per migliorare la salute possono renderci malati. Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2013). Una catena di conseguenze che il disegno di legge Gelli sulla responsabilità professionale del medico e la sicurezza delle cure ha tentato di spezzare.

A tre anni dall’approvazione della precedente Legge Balduzzi, con 255 pareri favorevoli e 113 contrari, il nuovo ddl sulla responsabilità professionale del medico è diventato Legge il 28 febbraio scorso.

eColloquia ha intervistato il cofirmatario e relatore della Legge, Federico Gelli, Membro della XII Commissione “Affari sociali” della Camera dei Deputati, un giorno prima dello storico momento (così definito da Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità) della approvazione del ddl che porta il suo nome.

DALLA PARTE DEI CITTADINI

Se nell’intervista abbiamo parlato delle opportunità nei confronti degli operatori sanitari offerte dalle modifiche sul codice penale e civile contenute nella nuova Legge, le novità vanno anche incontro alle esigenze reali dei cittadini, attraverso una serie di strumenti. Il primo è l’elemento di trasparenza introdotto nel testo della Legge che permetterà ai cittadini di verificare qualitativamente le prestazioni sanitarie erogate in un determinato ospedale o azienda attraverso la trasparenza del contenzioso e i massimali (le coperture assicurative) presenti in quella struttura, inoltre potrà richiedere e ricevere le cartelle sanitarie entro 7 giorni.

Ma la parte più innovativa della Legge, se la si guarda dal punto di vista del cittadino, è inerente al rafforzamento di due strumenti: il primo è realmente innovativo, non esisteva prima nella giurisprudenza del nostro Paese, ed è la possibilità da parte del paziente che ha subìto un danno di agire direttamente sulla compagnia di assicurazione della struttura, sul modello RCA auto, in cui si ha un risarcimento in tempo reale.

L’altro strumento è la conciliazione obbligatoria attraverso l’accertamento tecnico preventivo che viene disciplinato da un articolo del Codice di Procedura Civile e che permette al paziente di poter agire direttamente sul giudice competente, il quale nomina un perito che stabilisce l’entità del danno, in seguito al quale il giudice in maniera obbligatoria convoca tutte le parti per transare l’eventuale entità risarcitoria. Questi due strumenti dovrebbero riuscire ad accorciare i tempi ed evitare l’esplodere del contenzioso.

L’ultimo elemento è l’istituzione di un fondo di solidarietà che permetterà di aiutare quei cittadini che hanno visto riconosciuto il danno subìto ma che per insufficienza delle coperture assicurative, fallimento della compagnia di assicurazione, massimali insufficienti, o altre eventualità non riescono a ricevere un giusto risarcimento.

Last modified: 5 giugno 2017