Piano Nazionale Vaccini 2017-2019: obiettivi e sfide

Protezione| Intervista ad Alberto Villani

A colloquio con Alberto Villani

I dati sulle coperture vaccinali in Italia registrano un trend in discesa. La soglia di sicurezza del 95% (quella comunemente utilizzata per garantire la così detta immunità di gregge o di comunità) è in molti casi stata “superata” (in negativo): si è scesi cioè sotto la soglia.

Approvato in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017, il nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 stabilisce il nuovo Calendario delle vaccinazioni e, con l’obiettivo di ridurre o eliminare il carico delle malattie infettive prevenibili con il vaccino, individua le strategie da implementare sul territorio nazionale, realizzando di fatto una offerta vaccinale tra le più avanzate nel mondo.

Ma le reali sfide riguardano anche l’applicazione uniforme del nuovo Piano in tutte le Regioni italiane, applicazione che dovrebbe garantire a tutti i cittadini una equità di accesso alle vaccinazioni disponibili. Con l’inserimento dei vaccini nei LEA infatti, l’omogeneizzazione dell’offerta su scala nazionale da auspicabile si fa necessaria e si scontra con problematiche di natura logistica e organizzativa, tra cui la disponibilità di personale, che differisce significativamente da Regione a Regione.

Ne abbiamo parlato con Alberto Villani, Presidente della Società Italiana di Pediatria, soffermandoci sul dato che ha visto triplicare i casi di morbillo nei primi 6 mesi del 2017.

Last modified: 5 giugno 2017