10 - Protezione

Protezione dei vaccini in primo piano, tra difficoltà di comunicazione e “vaccine hesitancy”

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Per proteggere i cittadini, il Ministero della Salute ha approvato un Piano nazionale vaccini tra i più avanzati d’Europa. Eppure uno dei pericoli più grandi arriva da fenomeni che con le malattie infettive hanno poco a che fare: vaccine hesitancy, risorse non uniformi per il territorio, difficoltà di accesso ai servizi. Come sostiene Pierluigi Lopalco: “L’organizzazione dei nostri servizi vaccinali è stata disegnata quando per telefonare serviva una cabina ed un gettone di ottone. Allora il calendario vaccinale era molto meno complesso, i genitori si ponevano molte meno domande e, ultimo ma non da ultimo, gli operatori dei servizi erano in media più giovani e, quindi, più motivati e con più energie da spendere. Se vogliamo vincere le sfide lanciate dal nuovo Piano della Prevenzione Vaccinale è urgente avviare investimenti nel settore con l’ingresso di nuova linfa e, comunque, pensare a strategie organizzative innovative. Bisogna infatti sia aumentare la facilità di accesso alle vaccinazioni, ma anche diversificare l’offerta comunicativa: molti genitori vogliono solo un servizio veloce ed efficiente che faccia perdere loro il minor tempo possibile quando vanno a portare i bambini a vaccinare, ma ci sono invece genitori che hanno bisogno di essere ascoltati e rassicurati prima di fare una scelta che, evidentemente, è per loro ansiogena.”
Quindi, se la ricerca scientifica dimostra di poter fare molto, la comunicazione ha ancora ampi margini di miglioramento per andare incontro alle diverse esigenze informative delle persone.
Ma la parola chiave “protezione” si declina anche nella maggior tutela di medici e pazienti oggi possibile grazie alla nuova legge sulla responsabilità professionale del medico e alla disponibilità di tecnologie che aumentano la nostra sicurezza.

Questo e molto altro nel nuovo numero di eColloquia.

Buona lettura!

Last modified: 28 giugno 2017