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La cronicità sfida il SSN: una opportunità da cogliere?

Cronicità| A colloquio con Renato Botti

“Come Ministero della Salute, stiamo dedicando non poca attenzione al tema della cronicità. Sicuramente i Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) possono essere uno strumento della cassetta degli attrezzi molto importante sia per aiutare tutte le attività di programmazione sia poi in una fase successiva per la valutazione degli interventi.”

Al momento però i PDTA implementati sono tanti – almeno in alcune Regioni, prima fra tutte la Lombardia – e non sempre coerenti con le linee guida a disposizione e tra loro. “Esiste in effetti una elevata eterogeneità a livello territoriale, funzione del peso organizzativo dei professionisti (specialisti, MMG, Società scientifiche), dell’assetto e organizzazione della rete assistenziale e di altri fattori. La stragrande maggioranza dei PDTA inoltre è strutturata per singole patologie”, ammette Botti. “C’è quindi una necessità forte di governo e di programmazione, che guidino lo sviluppo dei PDTA partendo dalla stima dei bisogni e delle priorità assistenziali, codificando la risposta in funzione delle necessità assistenziali per le comorbilità”.

“La soluzione”, prosegue il Direttore Generale Sanità della Regione Piemonte, “sta innanzitutto in un inquadramento nell’ambito di un piano strategico (ad esempio un Piano cronicità), che si articoli in fasi successive di stratificazione e targeting della popolazione, promozione della salute, prevenzione e diagnosi precoce, presa in carico e gestione del paziente attraverso il piano di cura, erogazione di interventi personalizzati per la gestione del paziente, valutazione della qualità delle cure erogate. A margine di questo, occorre favorire/ potenziare alcuni elementi: il lavoro in rete (informatica, organizzativa), la tecnologia, lo stoccaggio e l’analisi di dati e informazioni ad personam, l’empowerment del paziente”.

Figura adattata da: King’s Fund – C. Ham.

Come valutare i PDTA nelle politiche regionali? Con gli strumenti dell’integrazione dei flussi informativi, con un sistema di indicatori di performance (processo, esito e risultati intermedi e finali), con un supporto alla verifica intra-regionale di strategia, attuazione, omogeneità nel territorio. Spiega Botti: “È urgente e necessario promuovere la comparabilità tra Regioni e la coerenza con i sistemi nazionali di valutazione: verifica di equità di accesso, appropriatezza ed efficacia”. Il Ministero della Salute è impegnato a portare a regime il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria. L’obiettivo è quello di applicare e manutenere un sistema unico di monitoraggio, incentivazione e valutazione della garanzia di erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza rivolto a tutte le Regioni e le Province autonome. Illustra Botti: “Il NSG si articola attraverso un insieme di indicatori relativi ai tre macro-livelli di assistenza (prevenzione collettiva e sanità pubblica; assistenza distrettuale; assistenza ospedaliera). Prevede il monitoraggio e la valutazione dei PDTA per specifiche categorie di bisogni o condizioni di salute. La valutazione dei PDTA a livello regionale e a livello nazionale deve essere effettuata in termini di appropriatezza, esito clinico, equità ed impatto economico. L’obiettivo generale è la valutazione comparativa di modelli assistenziali per le patologie croniche ed acute allo scopo di identificare la strategia migliore in termini di efficacia (effectiveness), costo-efficacia (cost-effectiveness) e sostenibilità economica”.

Occorrono dunque, riepilogando, nuove regole di sistema che accompagnino la trasformazione dei SSR da un modello a silos verso percorsi integrati e intersettoriali. È inderogabile la necessità di assicurare maggiore omogeneità tra le Regioni. A tal fine servirebbero l’attuazione del Piano Cronicità e la creazione di una cabina di regia nazionale dei PDTA con una valutazione attraverso il Nuovo Sistema di Garanzia dei LEA. “Bisogna dimostrare una capacità d’indirizzo e una capacità di leadership che dobbiamo esercitare sui nostri territori”, conclude Botti.

Articolo tratto dall’intervento di Renato Botti, Direttore Generale Sanità della Regione Piemonte, in occasione del Convegno PDTA Lab: esperienze e risultati, Roma, 16 giugno 2017, Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani.

Sullo stesso argomento leggi anche l’intervista a Nello Martini, Direttore Generale CORE, “Un’assistenza nuova alla cronicità“.

Last modified: 20 ottobre 2017