Soccorso clown

Quando un sorriso vale più delle parole

Identità, MSD si racconta| A cura di Policy & Communication, MSD

“Tutto inizia bussando alla porta e chiedendo permesso… E poi è improvvisazione sul momento, perché le persone non sono tutte uguali, non reagiscono tutte allo stesso modo e bisogna saper toccare le giuste corde del cuore, portando, con competenza e professionalità, nelle corsie degli ospedali l’arte della gioia”.
Yuri Olshansky, fondatore di Soccorso Clown insieme a Caterina Turi e Vladimir Olshansky

Non sempre la comunicazione verbale è lo strumento giusto per incrinare il muro della solitudine che alcuni pazienti, soprattutto se ospedalizzati, percepiscono. A maggior ragione se si tratta di pazienti anziani con demenza: paura, disorientamento, difficoltà di comprensione rendono quasi infrangibile quella barriera virtuale dietro il quale finisce per scorrere la loro vita. Spesso, invece, è grazie alla comunicazione non verbale (i movimenti del corpo, le espressioni del viso, la gestualità) che si riesce a riportare nuovamente alla luce quella persona i cui contorni la malattia rende sempre più sfumati.
Soccorso Clown ONLUS ha portato nel 1995 in Italia la professione del Clown Ospedaliero, di cui promuove la prima formazione europea riconosciuta a livello internazionale. Da molti anni impegnata con i piccoli pazienti, collaborando in particolar modo con l’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze, l’esperienza di Soccorso Clown ha dimostrato la validità dei propri interventi anche sulle persone anziane, in particolar modo per quelle sofferenti di Demenza.

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Come dimostrato da un recente trial controllato e randomizzato (Low et al., 2013) gli effetti della così detta “terapia del sorriso” su pazienti affetti da demenza ricoverati in residenze sanitarie per anziani hanno determinato una significativa riduzione di agitazione psico-motoria e dei comportamenti aggressivi.
Un sorriso stimola, attraverso dei meccanismi biologici, l’emotività, la capacità di socializzare e aiuta a rilassarsi e lo stesso sorriso aiuta sia il paziente sia chi lo assiste: il caregiver e lo staff ospedaliero.
A partire da queste evidenze, MSD da oltre dieci anni impegnata nella ricerca di potenziali nuovi approcci terapeutici nell’area delle demenze e dell’Alzheimer, è stata felice e orgogliosa di poter sostenere il progetto “Un sorriso per gli Anziani” promosso da Soccorso Clown in partnership con tre distinte strutture ospedaliere distribuite sul territorio nazionale: tre interventi di due clown ospedalieri professionisti di 2 ore ciascuno nei Dipartimenti Geriatrici e nelle RSA con pazienti anziani ad elevata complessità e instabilità clinica per malattie acute o riacutizzate.
Un progetto che nasce per regalare un sorriso a chi quotidianamente si trova a dover fare i conti con la demenza (malati e caregiver), fornendo inoltre alle Persone che ne sono affette un piccolo contributo al miglioramento della qualità dell’assistenza.

“Un sorriso può fare molto per i pazienti con Alzheimer o con qualunque altra forma di demenza – sottolinea il Professor Landi, Direttore della UOC di Riabilitazione e Medicina fisica del Policlinico Gemelli – perché aiuta a rilassarsi, a recuperare quel rapporto umano che spesso la malattia tende a cancellare. È indubbio che la terapia del sorriso è da considerarsi una terapia non farmacologica in grado di alleviare alcuni sintomi. E aiutare il paziente a recuperare dei punti di riferimento, sentirsi vivo, attivo (…)”

Intervista al prof. Francesco Landi, Direttore della UOC di Riabilitazione e Medicina fisica, CEMI, Policlinico Gemelli, Roma

Il primo dei tre interventi programmati si è svolto lo scorso 29 Settembre presso il Centro di Medicina dell’Invecchiamento (CEMI) del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, dove clown professionisti e medici della neo nata Onlus Sorrisi Gemelli hanno accettato di mettersi in gioco, per darsi aiuto reciproco: una giornata dove, tra scherzi, canzoni e giochi di magia al letto dei pazienti i clown hanno potuto insegnare ai medici le tecniche del sorriso, i medici spiegare ai clown i bisogni dei pazienti. E ancora, secondo Rossella Liperoti del Reparto di Geriatria del Policlinico Gemelli:

“Il linguaggio non verbale con questi pazienti è una lezione fondamentale da imparare, per noi operatori ma anche per i parenti (…), questo tipo di comunicazione raggiunge corde altrimenti impossibili da toccare. E ci mette tutti nelle condizioni di poter al meglio assistere l’anziano con demenza”.

 

Soccorso Clown

Quella del Clown Ospedaliero è una vera e propria figura professionale che riunisce e sintetizza in sé le competenze degli operatori del circo e del teatro. Soccorso Clown Onlus è il primo servizio di Clown Ospedalieri in Italia: sono attori provenienti per formazione dai più diversi ambiti dello spettacolo che studiano appositamente per acquisire tecniche utili per sdrammatizzare i piccoli e i grandi drammi della vita dei pazienti. Soccorso Clown Onlus è membro fondatore della Federazione Europea dei Clown Ospedalieri.

Sorrisi Gemelli

Nata nel 2010 come associazione studentesca per continuare il processo di formazione e le attività sviluppatesi intorno ai primi corsi di clownterapia organizzati dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, “Sorrisi Gemelli” è stata fondata per trasformare una attività “ludica” in un progetto concreto di volontariato. L’associazione si prefigge di portare avanti una formazione finalizzata a trasmettere la filosofia del clown-dottore come figura di supporto, dando grande rilievo all’aspetto mimico espressivo e allo studio della comunicazione sia in ambito sociale che sanitario. Ogni sabato l’associazione svolge la sua attività nei tre reparti di geriatria presso il CEMI del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e ogni anno organizza corsi di formazione per i nuovi volontari e iniziative di sensibilizzazione (come la tradizionale giornata del “Dono Abbracci” nelle piazze di Roma). Dal 2017 è riconosciuta come onlus dalla Regione Lazio.

 

Soccorso Clown e Sorrisi Gemelli

BIBLIOGRAFIA
1. Low LF, Brodaty H, Goodenough B. The Sydney Multisite Intervention of LaughterBosses and ElderClowns (SMILE) Study: cluster randomised trial of humour therapy in nursing homes. BMJ Open 2013; 3. DOI: 10.1136/bmjopen-2012-002072

Last modified: 20 ottobre 2017