Frontiers Health 2017: a Berlino per parlare di digital health

Frontiere| A cura della Redazione

Medicina e tecnologia digitale sono due settori che si incontrano ciascuno alla frontiera dell’altro, laddove il pensiero critico umano si ferma e incontra l’intelligenza artificiale. O se vogliamo, al contrario, laddove l’intelligenza artificiale non può arrivare e il pensiero critico umano accorre in suo aiuto.

La chiave di tutto, la quadratura del cerchio, ancora una volta, è l’integrazione tra i due settori. Integrazione che è possibile solo quando gli attori della medicina e quelli della digital health entrano in una stessa stanza e si confrontano.

L’obiettivo? Ottimizzare e migliorare la gestione della salute.

Perché se è vero che l’introduzione della tecnologia digitale nel campo della salute ha permesso di avere a disposizione una quantità e qualità di dati fino a qualche decennio fa impensabili, è ancora più vero che se questi dati non vengono utilizzati per migliorare la qualità dell’assistenza al malato, il loro valore è nullo.

Dopo un anno, Frontiers Health 2017 è tornato. Il 16 e il 17 novembre oltre 400 partecipanti, provenienti da differenti background, si sono ritrovati nel centro congressi Axica (progettato dal celebre Frank O. Gehry), a pochi passi dalla Porta di Brandeburgo, per illustrare, ascoltare, proporre e discutere i temi ricorrenti e quelli emergenti nella fase di trasformazione digitale del settore della salute, attraverso incontri one-to-one, workshop, talk ispirazionali, il tutto finalizzato allo sviluppo di nuove partnership.

Frontiers Health è un evento spin off di Frontiers Conferences, che dal 2005 progetta e produce conferenze internazionali sulla tecnologia e l’innovazione.

Quello che un tipo di evento come Frontiers Health offre è una sorta di piattaforma social “reale”, in cui convergono nello stesso momento un mix di partecipanti e relatori davvero composito che mette in condivisione le proprie competenze e prospettive: esperti internazionali, manager delle principali aziende farmaceutiche, imprenditori, compagnie assicurative, startup e investitori.

Grande risalto ha avuto il tema delle così dette Terapie Digitali, cioè modalità innovative e clinicamente validate di gestione della malattia che dovrebbero integrarsi con i trattamenti e le pratiche mediche correnti, alla cui base però c’è come sempre la necessità di dati di efficacia clinica.

A questo scopo è stata presentata una nuova piattaforma, la Digital Therapeutics Alliance, il cui obiettivo è proprio il miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria attraverso l’utilizzo di soluzioni terapeutiche digitali validate dal punto di vista clinico. Membri e partner della DTA (i pazienti, gli operatori sanitari, i payors, le istituzioni accademiche e le aziende farmaceutiche) collaborano per migliorare gli outcome dei pazienti attraverso la comprensione e la valutazione del valore e dell’impatto delle soluzioni DT nella pratica clinica, costruendo un framework per l’industria e per gli aspetti normativi e incoraggiando l’integrazione della valutazione dei dati per un corretto inserimento delle soluzioni digitali nel settore sanitario.

Interventi importanti hanno riguardato anche l’esperienza del sistema sanitario britannico (How is the NHS going Digital? Indra Joshi, Clinical Lead, NHS England) e dei suoi progetti pilota che prevedono l’utilizzo di strumenti digitali, e gli aspetti “etici” che riguardano l’utilizzo dei dati dei cittadini nell’assistenza sanitaria (Digital Ethics to Harness The Value of AI Applications in Healthcare, Mariarosaria Taddeo, Oxford Internet Institute): se da una parte non si possono trascurare le questioni etiche legate alla privacy, alla trasparenza e all’accountability necessarie quando si tratta dei diritti e dei valori della persona, dall’altra parte, enfatizzare eccessivamente questi problemi può portare a regole troppo rigide, e questo a sua volta può paralizzare il potenziale dell’intelligenza artificiale nelle applicazioni sanitarie basate sui dati.

L’appuntamento con Frontiers Health è tra un anno: le frontiere si saranno spostate un po’ più in là?

 

Last modified: 17 Gennaio 2018