Innovare un gesto antico

Sostenibile, Tech no tech| Articolo di Cristina Da Rold

Igiene ospedaliera

“Un gesto così antico come lavarsi le mani ha avuto bisogno di essere (r)innovato per cominciare a salvare davvero delle vite.”

Sebbene oggigiorno sia pressoché consolidata, per lo meno in Occidente, la correlazione fra l’igiene e l’epidemiologia di molte malattie, di fatto continuiamo a non lavarci le mani abbastanza, prima di tutto in ospedale. Si stima che ogni giorno almeno 500.000 persone contraggano un’infezione in ospedale, per un numero totale di decessi che oscilla da 20.000 a 50.000. Più morti di quante ne facciano AIDS, malaria e tubercolosi messe insieme.
E non accade solo nei paesi più poveri. Negli Stati Uniti le infezioni nosocomiali sono la seconda causa di morte, alla pari con l’ictus: si contano 200.000 morti ogni anno. Eppure, basterebbe un gesto minimo intanto per dimezzare questi numeri spaventosi: un articolo pubblicato su The Lancet nel 2000 ha dimostrato che disinfettare le mani con una soluzione idroalcolica dimezza il numero di infezioni, e quindi il numero di vittime. Colpisce il fatto che per avere delle informazioni evidence-based su un tema così cruciale per la sanità pubblica abbiamo dovuto attendere gli albori del XXI secolo, nonostante di igiene ospedaliera si sia iniziato a parlare sin dai tempi del dottor Semmelweis e di Florence Nightingale (siamo in pieno 1800).
Il pioniere di questa innovazione è un medico poco conosciuto al grande pubblico, ma a cui tutti noi che siamo stati almeno una volta ricoverati in ospedale, o che abbiamo avuto un nostro caro ricoverato, dobbiamo molto.
Era il 1992 quanto il dottor Didier Pittet calcola per la prima volta che con acqua e sapone un operatore sanitario avrebbe dovuto dedicare da 22 a 44 minuti ogni ora a lavarsi le mani, per evitare di contaminare i propri pazienti. Tempi impensabili in sanità.
Pittet si mette subito al lavoro e l’anno dopo – siamo nel 1993 – nel suo ospedale sostituisce acqua e sapone con una soluzione idroalcolica da lui sperimentata che uccide il 99,9% dei batteri in pochi secondi. Siamo davanti a una vera rivoluzione, soprattutto perché, con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2006 Pittet rilascia la sua formula senza brevetto, unitamente a delle regole precise ma semplici per utilizzarla nel lavaggio delle mani. Proprio il fatto di non essere coperta da alcun brevetto, ha permesso a questa innovativa formula di diffondersi negli ospedali di tutto il mondo, ed è la stessa che si utilizza anche oggi.
Nel frattempo, nel 2002, l’Organizzazione Mondiale della Sanità in occasione della sua Assemblea Generale annuale vara la risoluzione 55.18 sull’importanza dell’igiene ospedaliera, lanciando nel 2005 l’iniziativa Clean Care is Safer Care (le cure pulite sono le cure più sicure) per implementare questa risoluzione all’interno degli standard di cure ospedaliere in tutti i paesi del mondo. Attualmente 174 dei 190 paesi appartenenti alle Nazioni Unite hanno aderito alla campagna, coprendo circa l’80% della popolazione mondiale.
Nel frattempo, con il diffondersi di internet e successivamente dei social media, si è cominciato a fare comunicazione anche direttamente ai cittadini, su quando e come è importante lavarsi le mani. La campagna OMS sulla Patient Safety viaggia ora prevalentemente online, fra infografiche, video, pubblicazioni gratuite scaricabili.
È nato inoltre il progetto Clean Hands Save Lives, un fondo creato proprio da Didier Pittet sotto gli auspici della Fondazione Philanthropia – CleanHandsSaveLives.org, che attraverso un sito web e un libro (Le geste qui sauve di Thierry Crouzet, Il gesto che salva la vita, trad. Italiana a cura de Il Pensiero Scientifico Editore) continua a diffondere la cultura dell’igiene.


Non da ultimo, ci sono i nuovi strumenti: le app, specie per educare i più piccini a lavarsi le mani spesso e in modo corretto. Una di queste è Pepi Bath: un vero e proprio gioco, dove viene spiegato molto chiaramente come eseguire in maniera corretta il lavaggio delle mani. Un’altra app utile per i bambini è “Le Avventure di Ella nel Lavaggio delle mani” pensata per i bambini tra i 2 e i 6 anni. Un gioco divertente che educa sul perché, sul come e sul quando lavarsi le mani per prevenire malattie o infezioni, sia all’asilo che a casa.

Last modified: 25 luglio 2018