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CrowdCaring: lasciamoci contaminare dalle idee

Contaminazioni|

Alla fine degli anni ’90, il crowdfunding online era un fenomeno “di nicchia”: utilizzato esclusivamente da musicisti e filmmaker per ottenere finanziamenti dai propri fans e realizzare i progetti per i quali, evidentemente, i produttori non avevano orecchie, in un decennio appena, il crowdfunding è diventato lo strumento per ottenere finanziamenti “personali”: dai matrimoni alle cure mediche.
Il crowdfunding ha slatentizzato i sintomi di una “new economy”, anche nel campo della medicina. Lo si può percepire nella quotidiana esperienza di ognuno di noi sui social network: soprattutto negli Stati Uniti, ma da qualche anno anche in Italia, sono sempre più numerose le raccolte fondi per aiutare i pazienti ad affrontare i costi di terapie, magari sperimentali e disponibili solo oltreoceano.
Per dare qualche numero: stando a un recente articolo del Financial Times i fondatori di GoFundMe (piattaforma leader nel settore) hanno iniziato a notare nel 2009 un sempre maggior utilizzo della piattaforma per far fronte alle crisi economiche, incluse quelle dovute a emergenze di tipo medico, tanto che l’azienda si definisce oggi “The World’s No.1 Site for Medical, Illness & Healing fundraising” e sostiene di aver raccolto 5 bilioni di dollari globalmente dal 2010.
Nonostante qualche innegabile lieto fine, il sistema del crowdfunding applicato alla salute desta numerose perplessità: ad esempio, nel perpetuare diseguaglianze esistenti. È molto probabile che un annuncio postato da persone “benestanti” circoli in un ambiente di persone affini, quindi più disposte ad
offrire il proprio aiuto, mentre le persone povere finiscono per rivolgersi a contatti ugualmente poveri e quindi non possibilitati a donare o sostenere cause altrui. Un altro, ben più eticamente discutibile, bias è la popolarità delle campagne che riguardano persone malate di cancro o malattie genetiche o qualsiasi altro tipo di malattie su cui il controllo personale è nullo, mentre scarsa risonanza e scarsi sostenitori trovano le campagne che hanno a che fare con malattie dovute alla dipendenza o alla salute mentale, concepiti quindi come “colpa” della persona malata o comunque sotto il loro controllo, malattie che sono percepite come il risultato di “scelte”.
Eppure, Rob Solomon, CEO di GoFundMe, non ha dubbi: “Questo tipo di raccolta fondi ci dice che lì fuori c’è un bisogno, i mercati funzionano e il mercato ci sta dicendo che questo è uno dei modi più efficaci per ottenere soldi quando se ne ha bisogno.”
Da qui a poter pensare che questa sia la soluzione per un problema istituzionale che riguarda circa 320 milioni di americani ovviamente ce ne passa.

IL FUTURO SI FA IN TANTI: MSD ed Eppela insieme per un progetto innovativo di crowdfunding. Con CrowdCaring MSD Italia cofinanzia i progetti innovativi di chi ha a cuore la vita delle Persone.

Con MSD CrowdCaring il paradigma è capovolto: non si chiede di partecipare solo con una donazione di denaro, si chiede di partecipare con la condivisione di un’idea o di un progetto che sarà poi premiato con un cofinanziamento per la sua realizzazione.
Inventiamo insieme per la vita” è il claim della campagna: l’idea alla base è quindi quella della contaminazione delle idee, mettendo a disposizione di tutti, singoli, gruppi o persone giuridiche, uno spazio sulla piattaforma di Eppela in cui proporre il proprio progetto, all’interno di alcune semplici regole.
I mentor sono grandi aziende o fondazioni che, come dice la parola stessa, vogliono guidare e sostenere la creatività e l’innovazione cofinanziando i progetti che mostrano di possedere delle caratteristiche importanti per i cittadini.
MSD Italia, che per il quinto anno consecutivo è stata nominata Best Digital Company ai Digital Awards, ha creato questa campagna “per sostenere l’innovazione al servizio della vita delle persone”.

Sono cinque le categorie (Salute Digitale, Viaggio della Cura, Protezione della Vita, Occhi del Paziente, Corretta Informazione) all’interno delle quali è possibile proporre il proprio progetto seguendo un percorso di presentazione e selezione che prevede tre fasi:

  1. Presentazione del proprio progetto sulla piattaforma di Eppela.
  2. Selezione di una rosa di progetti da parte del team di Eppela. Fra questi progetti il Mentor selezionerà a sua discrezione un numero massimo di 20 Progetti che passeranno alla fase 3, ovvero alla pubblicazione sulla piattaforma Eppela nella sezione MSD CrowdCaring.
  3. I 20 progetti accederanno quindi al meccanismo di reward crowdfunding e avranno la possibilità di ricevere un co-finanziamento da parte di MSD (per un massimo di 5000 euro).

La chiave è che a “vincere” saranno quei progetti che godranno di un’utilità percepita maggiore, dimostrata dal fatto che hanno raggiunto gli obiettivi di “finanziamento dal basso”: i progetti che riceveranno il 50% del finanziamento totale richiesto da parte degli utenti, riceveranno un co-finanziamento di MSD Italia fino ad un massimo di 5.000 euro a progetto.

Per vedere le statistiche aggiornate clicca sull’immagine

 

I primi progetti selezionati

Sono 4 i progetti selezionati in questa prima call. Le call sono le campagne di raccolta fondi, e nel corso dell’anno ne sono previste quattro. Il 13 marzo è partita la prima del 2019. Fino al 21 di aprile sarà possibile decidere di contribuire al finanziamento dei seguenti progetti:
• AUTside, la stanza multisensoriale per malati di Alzheimer e disabilità cognitive
• Un Angelo per Capello: parrucche gratuite per pazienti oncologici
• Vanity Wheel, il copriruote faschion per sedie a rotelle
• WaWord App: il calore delle parole per affrontare il cancro.

Le prossime tappe

Le prossime call previste:

  • dal 27 maggio al 5 luglio, per i progetti candidati ENTRO il 12 aprile
  • dal 9 settembre al 18 ottobre, per i progetti candidati ENTRO il 24 giugno
  • dal 4 novembre al 13 dicembre, per i progetti candidati ENTRO il 20 settembre.

Last modified: 5 Aprile 2019