LADY GANGA - Nilza’s story

Ella & John: il sostegno reciproco nella malattia

Sostenibile, Dr Movies|

Ventinove agosto 2016, Wellesley, Massachusetts. Sullo sfondo di un’America in piena campagna elettorale trumpiana, una coppia di ottantenni decide di salire sul vecchio camper parcheggiato nell’autorimessa (il valoroso Leisure seeker) per compiere un viaggio verso Sud: la meta è la casa di Hemingway, in Florida. Ma il senso del viaggio è un altro: dimenticare per qualche giorno la malattia che sgomita sempre di più per diventare l’unica protagonista delle loro vite. John è un ex professore di letteratura: alto, magro, distinto, appassionato di Melville ed Hemingway di cui ricorda perfettamente intere frasi dei libri a dispetto della malattia di Alzheimer che a volte gli impedisce persino di riconoscere l’amore della sua vita: Ella. Ella è una donna con meno sovrastrutture intellettuali: ama parlare con le persone, vedere i film con Marlon Brando, leggere le riviste di gossip e indossare una parrucca, ma non per vanità. È questo particolare a svelarci che la malattia fa parte della vita di Ella in modo ancora più complesso e diretto di quanto già non facesse attraverso il marito: Ella ha un tumore, sopravvive al dolore che la assale inghiottendo pasticche di ossicodone e whisky. Ella e John salgono sul camper in cerca di quel paradiso perduto che è stata la loro vita prima dell’avvento della vecchiaia e della malattia, percorrendo insieme un’altra via, alternativa alle case di cura, seppur dignitose e accudenti, un’altra via sostenibile, quella della scelta individuale, del rimanere accanto l’uno all’altra, vivendo così come hanno sempre vissuto: restando insieme.

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Tratto dal romanzo di Michael Zadoorian, “In viaggio contromano”, il film è il primo lungometraggio americano diretto da Paolo Virzì che abbandona le colline e l’accento toscano per un altro classico, la Old Route 1. Ambientazione statunitense ma soggetto universale: non si tratta della paura di invecchiare o di morire. Ella e John trascorrono le loro serate in campeggio guardando le diapositive che un vecchio videoproiettore riproduce su un lenzuolo bianco teso tra due alberi: quel telo registra i momenti felici del loro passato, che sono accolti dai due anziani americani senza rimpianti, né paure. Perché se la mente dell’uno si sfalda, l’argine è rappresentato dalla lucidità intatta di Ella, se il corpo di Ella cede, la sponda sono le gambe ancora forti di John. Insieme sono una persona “sana”, separati sarebbero solo altri due anziani su una sedia a rotelle davanti a una TV in una casa di riposo. Un film che ci indica la via alla sostenibilità delle malattie croniche e degenerative, quella di permettere alle persone malate di continuare a vivere nell’unico modo che per loro costituisce un senso e un valore: prendendosi cura l’uno dell’altro. Il vero “secondo pilastro” per una salute sostenibile.

Last modified: 25 luglio 2018