Walce Onlus

Come i traguardi di una associazione cambiano insieme alla patologia

Traguardi| Il punto di vista di Walce Onlus

Per lungo tempo il tumore al polmone è stato considerato un tumore tipicamente “maschile”. Epidemiologicamente però, a partire dagli anni ’80 e soprattutto a causa del considerevole aumento del numero di donne fumatrici, l’incidenza e la mortalità nella popolazione femminile è via via aumentata, alla rincorsa dei livelli maschili. A informarci di questo è oggi Walce Onlus (Women Against Lung Cancer in Europe).

Secondo i dati AIRTUM-AIOM nel 2018 ci sono state 41.500 nuove diagnosi di tumore al polmone, delle quali oltre il 30% nel sesso femminile. Le differenze di genere però, nei tumori polmonari, riguardano anche le caratteristiche biomolecolari, cliniche e la distribuzione degli istotipi (l’adenocarcinoma è la forma tumorale più comune nelle donne), e un maggior approfondimento su queste specificità potrebbe contribuire a delineare meglio la “personalizzazione”della cura anche riguardo alle differenze di genere.

Anche per questo, e soprattutto per migliorare i dati delle diagnosi tardive (e dell’abitudine al fumo), nasce nel 2006 a Torino Walce Onlus.

Esistono traguardi anche in una patologia difficile come quella oncologica polmonare. Uno di questi è rappresentato dall’introduzione delle terapie a bersaglio molecolare e dell’immunoterapia, come afferma Silvia Novello, Professore ordinario di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Oncologia, Responsabile SSD Oncologia Polmonare, AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano e Presidente WALCE onlus: “Questi approcci innovativi hanno migliorato in modo significativo anche la qualità di vita dei pazienti. Eseguire i test molecolari è fondamentale per identificare il tipo di tumore e per definire la migliore strategia terapeutica possibile. Per questo motivo l’accesso ai test e la loro tempestiva esecuzione andrebbero garantiti in modo uniforme sul territorio italiano ed europeo”.
Attraverso la produzione di contenuti finalizzati a una corretta informazione, la promozione di campagne di awareness e la divulgazione sui fattori di rischio e gli stili di vita corretti, WALCE ha accompagnato in questi 13 anni il paziente e i suoi familiari nel percorso di cura attraverso i cambiamenti che i nuovi approcci terapeutici hanno contribuito a raggiungere.

Tipizzazione, biomarcatori e test molecolari

I tumori del polmone si differenziano anche per la presenza o l’assenza di mutazioni presenti in alcuni geni, che oggi è possibile identificare studiando le cellule del tumore. Questo tipo di mutazioni sono rilevabili attraverso la presenza di biomarcatori. Il percorso che permette di identificare queste caratteristiche specifiche del tumore si chiama tipizzazione. Le mutazioni, una volta individuate, possono diventare un preciso bersaglio molecolare sul quale costruire e indirizzare la terapia a bersaglio molecolare.
Il medico in alcuni casi prescrive quindi un test molecolare, che permette di individuare il cosiddetto profilo molecolare della malattia.
I biomarcatori (segni distintivi/mutazioni geniche) utilizzati nella pratica clinica, ossia per i quali attualmente si dispone di trattamenti standard sono:
• mutazione del gene di EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor), presente nel 10-15% dei pazienti con adenocarcinoma polmonare in stadio avanzato;
• riarrangiamento del gene ALK (Anaplastic Lymphoma Kinase), presente nel 5% dei pazienti con tumore del polmone in stadio avanzato, in particolare adenocarcinomi;
• riarrangiamento del gene ROS1, presente nell’1-2% dei pazienti con tumore del polmone in stadio avanzato;
• marcatore PD-L1 (Programmed Death Ligand 1) proteina di superficie che ostacola il sistema immunitario, la cui iperespressione candida i pazienti al trattamento con farmaci immunoterapici.

Last modified: 31 Ottobre 2019