I care a lot

Abilmente, Dr Movies| A cura della Redazione

Marla Greyson (Rosamund Pike) è impeccabile, professionale, assolutamente convincente: precisa e affilata come un’arma, viene regolarmente nominata, da giudici ignari e naïve, tutrice legale di persone anziane indicate da medici conniventi come “incapaci di gestire le proprie esigenze di salute, la vita quotidiana e i propri beni” e di cui Marla Greyson assume il controllo assoluto. Avuto il permesso dal giudice, Marla si presenta a casa del malcapitato di turno, comunicandogli che dovrà trasferirsi in una casa di cura per ordine del tribunale e sulla base della diagnosi medica del proprio curante. La presenza di due poliziotti sulla porta rende vana qualsiasi resistenza da parte degli indifesi e sconvolti anziani. Marla, nei giorni successivi, svuota i conti correnti delle vittime, ne vende i beni immobili e tutti gli oggetti di valore per pagare il soggiorno delle vittime presso le costosissime cliniche complici nella truffa. Nonostante gli anziani siano assolutamente sani, consapevoli e in grado di badare a se stessi, l’assenza di eredi viventi (o in alcuni casi anche la presenza di eredi che però vengono facilmente annientati) e i buchi di un sistema “legale” che lo permette, a queste ignare persone vengono revocati tutti i diritti fondamentali (anche la possibilità di detenere un cellulare o vedere un amico) con il pretesto di cure mediche, senza che sia lasciato loro alcun margine di azione e possibilità di salvezza.
L’abilità di Marla Greyson è quindi quella di agire sfruttando le innumerevoli possibilità offerte dalla burocrazia legale e sanitaria e di approfittare della vulnerabilità di persone anziane e con disabilità. La sua malvagità è notevole, ma a fare più paura, ad essere più minacciosa è la violenza istituzionale per cui potrebbe bastare una singola diagnosi per revocare i diritti fondamentali di una persona. Guardando il film, la domanda che attraversa come un brivido lo spettatore è se la storia di “I Care a Lot” sia accaduta realmente… peccato che sia una domanda mal posta, quella giusta sarebbe “quanto spesso accade la storia narrata nel film?”. Nel 2017, ad esempio, il New Yorker portò alla luce la vicenda di April Parks, che ha molti punti in comune con quelli narrati in I care a lot, e ancora il New York Times ha raccolto numerose testimonianze di persone poste sotto “guardianship”. Secondo l’articolo del New Yorker in America circa 1,3 milioni di adulti vive sotto la cura dei tutori che ne controllano i beni per un valore di circa 50 miliardi di dollari, ma per alcuni questi dati sono sottostimati. Per fortuna, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di tutori membri della famiglia (o anche esterni in percentuale minore) che vogliono davvero agire nell’interesse del proprio caro. Un caso per tutti, quello di Britney Spears (alla cui vicenda è dedicato il documentario del New York Times “Framing Britney Spears”): la popstar nel 2008 è stata ricoverata in un ospedale psichiatrico e la tutela legale affidata al padre Jamie. Da quel momento, le controversie non si sono mai fermate. Nonostante i giudici continuino a confermare la procura a suo padre, riconoscendogli di agire nell’assoluto interesse della figlia, i fan della cantante si sono uniti nel movimento #freeBritney dopo che emersero alcuni inquietanti elementi (la contrarietà della Spears alla tutela paterna) a cui seguì una battaglia legale per togliere al padre l’esclusività della tutela, inserendo un co-amministratore indipendente almeno per i suoi beni (la Bessemer Trust, una società di servizi finanziari).
Quello dei tutori legali predatori negli Stati Uniti è quindi un tema su cui sembra esserci scarsa attenzione, film come “I care a lot” e movimenti come quello legato alla vicenda di Britney Spears, contribuiscono senza dubbio a far emergere il paradosso per cui uno strumento creato per proteggere coloro che sono ritenuti vulnerabili per le loro diminuite capacità fisiche o mentali possa diventare proprio l’arma, totalmente legale, che li ucciderà definitivamente.

Last modified: 29 Settembre 2021