Valuable 500: leadership aziendali e disabilità

Abilmente| A cura della Redazione

“Quando le persone si sentono incluse e apprezzate, abbiamo tutti successo” Ken Frazier, past president e former CEO di Merck

Secondo l’OMS oltre 1 miliardo di persone (circa il 15% della popolazione mondiale) convive con una qualche forma di disabilità. E l’80% di queste forme di disabilità viene acquisito tra i 18 ei 64 anni: l’età della forza lavoro. E tra le persone con disabilità attualmente escluse dal mondo del lavoro, con ogni probabilità ci saranno persone assolutamente capaci di offrire un fondamentale apporto in termini di risorse mentali e di vantaggi finanziari al mondo produttivo.
Nel 2019, durante il World Economic Forum di Davos, l’imprenditrice e attivista sociale Caroline Casey (ipovedente) ha lanciato the Valuable 500: l’obiettivo era quello di raccogliere l’adesione di 500 società nazionali e multinazionali del settore privato con almeno 1000 dipendenti a impegnarsi pubblicamente per promuovere la disabilità al proprio interno. Siamo nel 2021, e l’obiettivo è quasi raggiunto: a oggi hanno aderito oltre 450 aziende private. Secondo il progetto Valuable 500 se il mondo delle aziende inizierà a considerare la disabilità un tema cruciale nelle proprie scelte, la società nel suo complesso e i governi la seguiranno, e le aziende realmente inclusive, che si porranno l’obiettivo di far esprimere le potenzialità delle persone con disabilità, saranno in grado di costruire società altrettanto inclusive.
Come abbiamo già visto in un precedente articolo di eColloquia dedicato al tema della Diversity & Inclusion, il mondo corporate sta mostrando di avere una grande attenzione e capacità di risposta ad alcune questioni sociali, ed è sempre più frequente che siano proprio i CEO delle grandi aziende a prendere posizione di fronte a eventi su cui rimanere “neutrali” non è più possibile.

A questo proposito, Nicoletta Luppi nell’intervista realizzata qualche mese fa, ci ricordava come “Tolleranza, apertura, scambio e rispetto sono sicuramente aspetti collegati all’etica o al sociale, ma al tempo stesso elementi fondamentali per la crescita, lo sviluppo e la ricchezza, anche economica, non solo delle singole Aziende, ma dell’intero Sistema Paese.”
Ed è proprio all’interno del progetto Diversity & Inclusion di MSD Italia, che è stato creato il network Capability, per valorizzare e tutelare la diversità delle persone all’interno dell’azienda, come ci ricorda Marco Ercolani, Executive Director BU Vaccines & Infectious Diseases e Sponsor Network CapAbility intervistato dal guest editor del numero di eColloquia, Francesca Fedeli, Presidente della Fondazione FightTheStroke.
In MSD la DisAbility diventa CapAbility

MSD CrowdCaring: contro ogni tipo di barriera

Ne avevamo già parlato su eColloquia, https://ecolloquia.it/18-contaminazioni/crowdcaring-lasciamoci-contaminare-dalle-idee/: era il 2019 e il progetto MSD CrowdCaring stava muovendo i suoi primi passi. L’obiettivo era quello di supportare l’innovazione al servizio della salute per migliorare e prolungare la vita delle persone, ricorrendo appunto a una nuova modalità meritocratica, il crowdfunding, che permette a chiunque abbia un progetto concreto di cercare sostenitori tramite il coinvolgimento della propria rete di amici e dei social network. Sottoponendo il proprio progetto alla piattaforma CrowdCaring, e raggiungendo l’obiettivo di finanziamento dal basso prefissato, si accedeva infine al co-finanziamento di 5000 euro da parte di MSD, nel ruolo di Mentor. Siamo nel 2021, sono passati tre anni: i progetti accolti sono stati 49, 37 Progetti finanziati, e 3185 Sostenitori, per un totale di 391.731 € raccolti. I nuovi obiettivi di CrowdCaring si sono allargati ai temi della diversità e dell’inclusione, e quest’anno verranno finanziati “i migliori progetti relativi alla rimozione di tutte le barriere sociali e personali che possono limitare la vita quotidiana delle persone” in tre ambiti: il primo è quello della Disabilità (potranno quindi partecipare i progetti finalizzati non solo ad abbattere le barriere, ma anche a favorire l’inclusione lavorativa e/o sociale delle persone con disabilità, a promuovere la cultura dell’inclusività), il secondo è denominato Next generation (sarà quindi dato spazio ai progetti finalizzati a favorire la comunicazione inter-generazionale, ad abbattere le barriere sociali, culturali, educative, economiche per le nuove generazioni, a recuperare il gap generazionale) il terzo riguarda il Supporto alle Donne (e quindi saranno presi in considerazione tutti quei progetti volti alla promozione dell’uguaglianza di genere, alla creazione di reti di supporto reciproco per donne, al contrasto di ogni tipo e dorma di violenza e discriminazione).

Per partecipare con il proprio progetto, o avere maggiori informazioni, visitare la pagina di CrowdCaring su Eppela

Last modified: 1 Ottobre 2021