app anti fake news

Cinque app per verificare l’autenticità delle notizie

Autenticità, Dr Geek| A cura di Cristina Da Rold

In questa puntata di DrGeek abbiamo deciso di concentrarci su un unico aspetto – ma fondamentale – di questo numero: la disinformazione. Ci sono degli strumenti online – piattaforme, app – che ci possono aiutare a decifrare una fake news, una fonte non sicura? Ne abbiamo individuate cinque per voi.

Factmata

Utilizzare la piattaforma è semplice: basta “copiaincollare” il link al contenuto che si vuole esaminare e l’algoritmo del sito analizza il testo frase per frase, identifica i bias, cerca eventuali contenuti pericolosi, e posiziona l’articolo in questione in una scala da rosso (i contenuti possono essere pericolosi) a verde (i contenuti sono buoni), fornendo un punteggio per specifici aspetti: clickbait, bias politico, razzismo, tossicità, oscenità, sessismo, insulti, violenza. Al momento è possibile solo vagliare contenuti in lingua inglese.


Bad News

L’organizzazione olandese Drog – in collaborazione con alcuni ricercatori dell’Università di Cambridge – ha realizzato un gioco online, indirizzato sia agli adulti che ai bambini, per fronteggiare la diffusione di informazioni false. Il gioco si chiama Bad News, è gratuito sul sito web https://getbadnews.com/
e consiste in una serie di domande, poste in maniera giocosa e informale (la struttura non ricorda per nulla un quiz istituzionale o un esame) per capire non tanto le conoscenze che l’utente ha sul tema delle fake news, ma quali sono gli atteggiamenti spontanei che abbiamo di fronte a specifici input. Il gioco è infatti una simulazione di presenza su Twitter dove si chiede per esempio di scegliere se postare o meno un tweet, di spiegare che reazione sentiamo di fronte a un certo contenuto. Mentre il gioco procede l’algoritmo mostra la nostra credibilità online sulla base degli atteggiamenti che stiamo mettendo in campo.


Tineye

Uno degli aspetti più semplici da verificare quando siamo davanti a un contenuto di provenienza che riteniamo dubbia è verificare se l’immagine che viene utilizzata è realmente attinente al contenuto oppure no. Molte volte è capitato che sia diventata virale una fotografia che in realtà non era altro che un fotomontaggio, oppure un’immagine presa da altri contesti e spacciata per qualcosa d’altro. Ci sono diversi modi per verificare la fonte originaria di un’immagine, ma Tineye è sicuramente fra i più semplici da utilizzare, perché non è altro che la ricerca inversa di immagini. Basta scaricare l’immagine che vogliamo esaminare o inserire il suo URL nella barra presente nella homepage del sito e quest’ultimo mostrerà dove altrove nel web è presente quell’immagine.


Newsguard

Newsguard non è un sito, e nemmeno un’app, ma un’estensione, un plugin, cioè un tasto che si può inserire accanto alla barra di ricerca del browser scaricando il plug-in NewsGuard su Google Chrome, Microsoft Edge, Mozilla Firefox o Apple Safari, che permette di verificare immediatamente sul proprio browser e su diverse piattaforme l’aderenza dei siti di informazione a regole base di trasparenza e correttezza. Il bollino di valutazione verde/rosso segnala se un determinato sito cerca di fare giornalismo in modo responsabile, o se invece persegue degli obiettivi nascosti, e intenzionalmente diffonde falsità o propaganda. I lettori hanno in questo modo un elemento in più per mettere nel giusto contesto la notizia che stanno leggendo online. Gli inserzionisti che vogliono difendere la reputazione del proprio marchio, hanno ora una garanzia in più per tenere la propria pubblicità lontana da siti di notizie inaffidabili. NewsGuard elabora delle “etichette nutrizionali” per migliaia di siti di notizie e informazioni.


Wt:social

In pochi sanno che da poco esiste un social network anti fake news. Si chiama Wt:social e al momento conta pochissimi utenti in Italia. Wt:Social è una piattaforma per le notizie collaborative creata ispirandosi alla piattaforma WikiTribune che, dal 2017, permette ai giornalisti e volontari di pubblicare notizie neutrali e verificate. Il social network è ancora in fase beta e l’idea di fondo è basarsi sulle donazioni degli utenti, fissate a 12 euro mensili o a 90 euro annuali, anche se non è obbligatorio in questo momento donare per entrare a far parte della community, perché l’obiettivo è coinvolgere più persone possibile. “Ho pensato, ‘chissà cosa succederebbe a un social senza ads’, e così ho provato a realizzarlo” racconta Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia e di WT:Social.

Last modified: 15 Gennaio 2020